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Categoria: educational social

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Ada Lovelace Byron: antesignana dell'AI 31/08/2026

Ada Lovelace Byron: antesignana dell’AI

Ada Lovelace Byron: antesignana dell’AI

“La mia mente è qualcosa di più che semplicemente umano; il tempo lo dimostrerà.”

Ada Lovelace Byron (1815 – 1852), colei che ha inventato la programmazione informatica con oltre un secolo di anticipo rispetto alla nascita dei moderni calcolatori. Una donna che ha vissuto sfidando i limiti culturali del suo tempo. E questo non è tutto. È stata capace di immaginare scenari che la scienza dell’epoca non poteva nemmeno concepire. Se per gli altri le macchine servivano solo a fare conti, lei ha intuito che la logica si sarebbe potuta trasformare in linguaggio, arte e musica.

La Macchina Analitica e il primo codice

Nel 1833, a soli 17 anni, Ada conobbe il matematico Charles Babbage e il suo progetto per la Macchina Analitica. Mentre il suo inventore vedeva la macchina come una complessa calcolatrice meccanica, Ada ne comprese l’infinito potenziale. Nel 1843, traducendo un testo dello scienziato Luigi Federico Menabrea, aggiunse una serie di note personali ben più estese dell’articolo originale. Tra queste spicca la celebre “Nota G”: una sequenza dettagliata di operazioni per far calcolare alla macchina i numeri di Bernoulli. In sostanza, ha scritto il primo algoritmo della storia concepito per essere elaborato da un dispositivo.
Avete presente l’architettura dei software moderni? Una roba simile, pensata a metà dell’Ottocento con carta, penna e pura intuizione matematica. Capì prima di chiunque altro che le macchine avrebbero potuto manipolare non solo numeri, ma qualsiasi tipo di dato espresso tramite simboli.

La “scienza poetica”

Passiamo dai numeri all’immaginazione. Ada definiva il suo approccio “scienza poetica”. Sapeva combinare il rigore della logica con una visione straordinariamente creativa. (D’altra parte era figlia di Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke, quando i geni si manifestano appieno!) Sosteneva che la tecnologia avrebbe un giorno potuto comporre brani musicali complessi o elaborare grafica, anticipando di fatto il concetto dell’AI. In un’epoca in cui alle donne era precluso l’accesso alle università e alle società scientifiche, Ada si guadagnò la stima dei più grandi studiosi del tempo, da Michael Faraday a Charles Dickens.

Ada e l’AI

Il legame tra Ada e l’attuale Intelligenza Artificiale è profondo e profetico: è stata lei la prima a teorizzare che una macchina potesse elaborare simboli anziché semplici numeri, ponendo le basi concettuali per ciò che oggi chiamiamo IA generativa.

  • Dalla manipolazione di dati all’AI Generativa: Nel 1843 [a soli 28 anni] Ada scrisse che la Macchina Analitica avrebbe potuto comporre musica elaborata o creare grafica se le relazioni tra le note o le forme fossero state codificate. Oggi i modelli linguistici e i generatori visivi fanno esattamente questo: convertono logica e pattern di dati in testo, arte e idee.

  • La “Lovelace’s Objection” e l’autonomia dell’AI: Alan Turing coniò il termine Lovelace’s Objection basandosi sull’affermazione di Ada secondo cui la macchina “non ha alcuna pretesa di originare nulla, può fare solo ciò che noi sappiamo ordinarle di eseguire”. È lo stesso identico dibattito che affrontiamo oggi con gli algoritmi: l’AI sta davvero creando qualcosa di nuovo o sta solo eseguendo calcoli complessi su pattern appresi?

  • La “Scienza Poetica” come antenata del Prompting: Ada definiva il suo metodo l’unione tra rigore matematico e immaginazione. L’AI moderna funziona nello stesso identico modo: la macchina fornisce la potenza di calcolo, ma la visione, la direzione e la scintilla (il prompt) restano squisitamente umane.

La vita privata

Come accennato prima, era figlia del celebre poeta Lord Byron e della matematica Annabella Milbanke, ma non conobbe mai davvero il padre. La madre, temendo che ereditasse la “follia poetica” paterna, la crebbe immergendola fin da piccola nello studio della logica e delle scienze. Sposò William King, Conte di Lovelace, da cui ebbe tre figli. Pur ricoprendo il ruolo sociale imposto dalla nobiltà vittoriana, visse una vita intensa e anticonformista, coltivando sempre la sua passione per la ricerca, fino alla prematura scomparsa a soli 36 anni.

E fin qui i fatti.

Cosa ne pensiamo noi

Per noi Ada è stata una donna eccezionale perché la sua mente non si è fatta imbrigliare dalle convenzioni sociali dell’epoca. Non si è limitata a essere una spettatrice del progresso: lo ha anticipato. E quanto lo ha anticipato! Ha dimostrato che la logica e l’intuito artistico non sono mondi opposti, ma strumenti complementari per costruire il futuro. La sua visione è sempre stata avanti, ha trattato concetti che ancora oggi sono alla base della nostra vita quotidiana con una semplicità e una lucidità disarmanti. Ha agito secondo la propria passione intellettuale, noncurante dei limiti imposti al genere femminile nel XIX secolo. E tutto ciò senza sbandierarlo o farne un vessillo. Non per nulla il linguaggio di programmazione “ADA”, sviluppato negli anni ’70 dal Dipartimento della Difesa statunitense, è stato chiamato così in suo onore.
Deve essere stata un grande esempio e vorremmo tanto che fosse più conosciuta e quindi lo fosse ancora!

D di Donna, una rubrica curata da donne. Ada Lovelace Byron.

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maria montessori: la casa dei bambini 29/03/2024

Maria Montessori: la casa dei bambini

Maria Montessori: la casa dei bambini

“Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo.”

Maria Montessori (1870-1952), la prima a vedere il mondo dalla parte dei bambini.

La prima a comprendere che loro potevano crescere e apprendere meglio in ambienti fatti a loro misura.

E che crescere ed apprendere muovendosi in uno spazio in cui fossero autonomi li rendeva capaci di avere una propria volontà.

La volontà è l’unica che può essere direzionata da una disciplina, se non c’è la volontà non ci può essere disciplina.

Non sono concetti semplici, nemmeno letti sui manuali, figuriamoci a formularli.

L’educazione dei bambini con problemi psichici 

La Montessori  sosteneva che il metodo applicato su persone frenasteniche aveva effetti stimolanti anche applicato all’educazione di bambini normodotati. E così procedette.

Il bambino secondo Maria Montessori

Il bambino è un essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali.

I concetti base: dalla libertà alla volontà e alla disciplina

Il principio fondamentale è la libertà del bambino, poiché solo dalla libertà può emergere la disciplina.

Iniziando dal principio, secondo Maria Montessori la personalità del bambino si forma con il crescere all’unisono di facoltà psichiche e motorie. È quando il bambino si muoverà per uno scopo che sia connesso con l’attività psichica che saprà dirigere la propria volontà; solo allora potrà essere disciplinato.

Un bambino, per essere disciplinato,  basicamente deve essere capace di orientare la propria volontà al raggiungimento di un fine.

Il mondo disciplinato di Maria Montessori

Un individuo disciplinato è capace di regolarsi da solo quando sarà necessario seguire delle regole di vita.


Questo, davvero in pillole, il rivoluzionario pensiero pedagogico di Maria Montessori.

È stata la terza donna italiana a laurearsi in medicina, ha lavorato con bambini con problemi psichici dando loro un rilievo e trattamenti paritari ai normodotati, ha dedicato una parte della sua alla lotta all’analfabetismo, guardandolo da una sua precipua prospettiva.

Citiamo dal sul libro Analfabetismo Mondiale: “La persona che parla, disperdendo per l’atmosfera dei suoni articolati non è sufficiente. Bisogna che la parola diventi permanente, si solidifichi sugli oggetti, si riproduca con le macchine, viaggi attraverso i mezzi di comunicazione, raccolga i pensieri di persone lontane, e possa quindi eternarsi in modo da fissare le idee nel susseguirsi delle generazioni. [omissis] Per questo è che, mancando del linguaggio scritto, un uomo rimane fuori della società.”

Ha lottato e vinto battaglie per l’emancipazione femminile. Vogliamo ricordare un episodio tra tutti: nel 1906 ha invitato le donne italiane a iscriversi nelle liste elettorali politiche, visto che nessuna legge vietava espressamente il suffragio femminile. [Ispirandosi alla sua storia personale: nessuna legge proibiva in Italia l’iscrizione all’università di Medicina ed erano solo le convenzioni sociali a ritenere ciò impossibile; ciononostante, la Montessori diventò medico]. A seguito di questa azione ad Ancona dieci maestre ottennero la tessera elettorale, creando un importante precedente e anticipando di quarant’anni la conquista del diritto di voto femminile (il suffragio universale in Italia sarà realtà solo nel 1946).

Le scuole Montessori

Nel mondo ci sono 22.000 scuole Montessori di ogni grado, tra nidi, materne, elementari, medie e superiori. E sono sparse letteralmente per tutto il mondo, oltre che in Italia ovviamente.

Le scuole sono letteralmente sparse in tutti e 5 in continenti.

Le scuole che nel mondo seguono il Metodo Montessori sono oltre 60.000.

Curiosità

È stata più volte candidata al premio Nobel per la pace

Nel 1970, in occasione del centenario della nascita, le poste indiane, pakistane ed italiane le dedicarono un francobollo

Maria Montessori è stata la prima e unica donna italiana a cui è stata dedicata una banconota, la sua effige è stata presente sulla banconota da 1.000 lire italiane dagli anni ’90 all’adozione dell’euro.

Nel 2000 lo Sri Lanka emise un francobollo a lei dedicato in cui è riportata in la sua frase within the child is the man he will become, ossia all’interno del bambino c’è l’uomo che diverrà

Nel 2015 il Comune di Milano ha deciso che il suo nome venga iscritto nel Pantheon di Milano, all’interno del Cimitero Monumentale

Nel 2020 la rivista statunitense TIME inserisce la Montessori tra le 100 donne più importanti e influenti dell’ultimo secolo.

D di Donna, una rubrica curata da donne. Maria Montessori.

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rosa parks non si e alzata 22/03/2024

Rosa Parks non si è alzata

Rosa Parks non si è alzata

“Rosa Parks mettendosi a sedere, si era alzata per difendere i diritti di tutti e la dignità dell’America”
(Bill Clinton)

Rosa Parks, nera, di professione sarta (Tuskegee 04/02/1913 – Detroit, 24/10/2005)

Il fatto

Era il primo dicembre del 1955, siamo a Montgomery – Alabama – USA,  Rosa si è messa a sedere nell’ormai mitico Bus 2856 e non si è alzata per cedere il posto ad un bianco.

Niente gesti eroici, niente cartelloni, niente violenza, niente altro che normalità. Non si è alzata.

Questo semplice gesto – che le è valso un arresto e un processo – è diventato la miccia che ha fatto esplodere la bomba della protesta contro la segregazione razziale. Infatti, da questo episodio partì il Montgomery Bus Boycott. Stiamo parlando del boicottaggio dei mezzi pubblici a Montgomery da parte della popolazione nera iniziato il 5 dicembre – data di inizio del processo a Rosa.

La protesta

Con un volantinaggio degno di un’operazione di guerrilla marketing, in poche ore, tutta la comunità nera di Montgomery seppe del boicottaggio. Martin Luther King e gli altri leader neri decisero di non limitare a un solo giorno ma di procedere a oltranza, finché non fossero state accettate proposte minime come quella di poter prendere posto sui bus secondo l’ordine di salita.

Migliaia di persone aderirono e questo evento durò fino al 26 dicembre 1956, per un totale di 381 giorni. Anche i tassisti neri contribuirono alla protesta abbassando le tariffe al livello dei biglietti dei bus.

Essendo gli utenti neri i maggiori fruitori del servizio pubblico, l’azienda di trasporti Montgomery andò rapidamente in rosso. Intanto, gli eventi legati a questa città ebbero visibilità in tutti gli Stati Uniti.

Ad oggi, questa è la più importante manifestazione non violenta del movimento per i diritti civili.

La corte suprema

Così, del processo alla Parks si occupò la Corte Suprema degli Stati Uniti, che il 13 dicembre 1956, all’unanimità, dichiarò incostituzionale la segregazione sui mezzi pubblici.

Il boicottaggio terminò quindi il 21 dicembre e all’arrivo del primo autobus in città, vi salirono Martin Luther King, Edgar Nixon, Ralph Abernathy e Glenn Smiley, un reverendo bianco che sedeva al fianco del futuro premio Nobel.

La società civile, grazie alla Parks, fece un grande, grandissimo passo avanti.

Lei, però, perse il lavoro e dovette trasferirsi a Detroit. Ma ormai il più era fatto.

Le sue frasi storiche

“Dicono sempre che non ho ceduto il posto perché ero stanca, ma non è vero. Non ero stanca fisicamente, non più di quanto lo fossi di solito alla fine di una giornata di lavoro […]. No, l’unica cosa di cui ero stanca era subire.”

“Non devi mai avere paura di quello che stai facendo quando sei nel giusto.”

Curiosità

Il bus GM 2857 è custodito dal museo Henry Ford di Dearborn – Michigan.

Di lì è passato l’allora presidente Obama, le sue parole: “Sono rimasto semplicemente seduto per un momento e ho riflettuto sul coraggio e sulla tenacia che fanno parte della nostra storia recente e che sono rappresentate a volte da persone sconosciute“.

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Florence Nightingale: le capacità logiche di una donna 15/03/2024

Florence Nightingale: le capacità logiche di una donna

Florence Nightingale: le capacità logiche di una donna

“Il primo requisito di un ospedale dovrebbe essere quello di non far del male ai propri pazienti.”

Florence Nightingale  (1820 – 1910), inconicizzata come colei che ha inventato l’assistenza infermieristica moderna, ma che in realtà  riformò la configurazione stessa degli ospedali e introdusse l’uso dell’evidenza scientifica per gli interventi assistenziali.

Florence ha fatto tutto ciò osservando e portando correttivi, che a leggerli oggi, sembrano pure banalità (come la  sua frase che noi abbiamo scelto per rappresentarla).

La Crimea

Infatti, quando nel 1854 durante la guerra di Crimea, arrivò nell’ospedale da campo allestito a Scutari trovò che si trovava su un enorme letamaio  – che contaminava l’acqua e rendeva l’aria irrespirabile – e che era infestato da  topi e scarafaggi.
L’intuizione della Nightingale fu attribuire la gran parte delle morti registrate alla scarsità di pulizia, di attrezzature sanitarie e di cibo.

Quindi, Florence e le 38 infermiere da lei addestrate,  pulirono a fondo l’ospedale e gli strumenti e riorganizzarono l’assistenza.  Lei razionò le poche risorse a disposizione e vegliò personalmente su ogni singolo paziente sia di giorno che di notte. Da questo deriva il nickname The Lady with the Lamp (la signora con la lampada) attribuitole dal Times che ne lodava l’operato. Infatti, durante la notte si aggirava per l’ospedale con una piccola lampada per controllare incessantemente i suoi pazienti.

Florence Nightingale monument London
Londra, monumento a Florence Nightingale, The lady with the lamp

Alcune fonti riportano che a seguito dell’applicazione del metodo Nightingale, nell’ospedale di Scutari la mortalità totale dei ricoverati scese dal 47% al 2%.

Il nursing di Florence

La teoria di nursing di Florence si incentra sul concetto di ambiente, fattore determinante nello sviluppo di malattie. Lei Individua cinque requisiti di base che un ambiente deve possedere per essere luogo di guarigione:

  • acqua pura
  • aria pulita
  • sistema fognario efficiente
  • pulizia
  • luce

Inoltre, aggiunge come requisiti a corollario:

  • silenzio
  • calore
  • dieta.

L’approccio scientifico e statistico

Florence introdusse il concetto di evidenza scientifica a proposito del nursing. Il suo rapporto sulla guerra di Crimea  – composto da più di 800 pagine – fu il primo esempio di applicazioni assistenziali basate sull’evidenza scientifica.

Lei dedicò la sua vita all’osservazione critica e alla raccolta dei dati, per analizzare i problemi medici, epidemiologici e sociali attraverso l’uso della statistica.

Antefatti

Nacque, in epoca vittoriana, in una famiglia britannica molto benestante con qualche venatura di progressismo sia scientifico che politico.
Ricevette dal padre un’istruzione completa: le lingue, le materie umanistiche ma soprattutto la matematica.
A 25 anni Florence decise di dedicare la propria vita alla cura dei malati, rifiutando il ruolo classico della donna vittoriana di moglie e madre.
A 25 anni conobbe Sidney Herbert, ministro della guerra,  che nel 1854 la autorizzò a partire insieme a 38 infermiere volontarie da lei addestrate per l’ospedale militare di Scutari, alle porte di Istanbul.

Alcuni riconoscimenti
  • nel 1858 divenne la prima donna membro della Royal Statistical Society
  • più tardi divenne membro onorario della American Statistical Association.
  • fu la prima donna a ricevere l’Order of Merit
  • nel 1890 la sua voce fu registrata ed è conservata nell’archivio sonoro della British Library
  • nel 1912 Il Comitato Internazionale della Croce Rossa istituì la Florence Nightingale Medal 
  • Un statua a lei dedicata si trova nella basilica di Santa Croce a Firenze, sua città natale 
  • Il suo compleanno, il 12 maggio, è oggi celebrato come giornata internazionale dell’infermiere 
  • le è stato dedicato l’asteroide 3122 Florence, scoperto nel 1981 da Schelte John Bus.[5]

D di Donna, una rubrica curata da donne. Florence Nightindale.

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Luisa Spagnoli: le donne nell'industria 08/03/2024

Luisa Spagnoli: le donne nell’industria

Luisa Spagnoli: le donne nell’industria

“Chi corre verso il futuro dimenticando il suo passato smarrisce la propria identità.”

Luisa Spagnoli (1877 – 1935), colei che ha introdotto le donne nell’industria e, per dirla con un termine attuale, ha creato il secondo welfare nelle sue aziende. Una donna che ha vissuto secondo regole sue.

E questo non è tutto.
È stata capace di immaginare prodotti che non esistevano. Per esempio,  dopo aver fondato la Perugina ha inventato prodotti come il Bacio e  la caramella Rossana.

La Perugina

Luisa, insieme al marito,  aveva una piccola bottega in cui produceva confetti, quando nel 1907 fondò la Perugina coinvolgendo Francesco Buitoni, che allora produceva solo pasta.

Pochi anni dopo, durante la Prima Guerra Mondiale, quando gli uomini partirono per il fronte, la produzione della Perugina fu mandata avanti da donne che lei assunse e delle cui necessità si è preoccupata.

Introdusse nella sua azienda nursery in cui poter allattare, asili nido e scuole per far sì che le lavoratrici potessero coltivare serenamente sia la sfera familiare che professionale.

Organizzò, anche, diversi corsi di alfabetizzazione tenuti durante l’orario lavorativo. Inoltre, promosse balli, partite di calcio, gare, feste.

Avete presente GooglePlex? Una roba simile, accordata ai tempi di cui stiamo parlando.

Tra le straordinarie iniziative, quella più emblematiche, a nostro parere, sono l’istituzione del diritto all’allattamento e il congedo retribuito di maternità.

Finita la guerra, quando gli uomini tornarono dal fronte, non licenziò le sue operaie, tenne le une e gli altri.

Per Luisa, investire sulle donne fu davvero una priorità senza eguali e permise a molte lavoratrici di specializzarsi nella filiera industriale.

Per inciso, la Perugina, nata con 15 lavoratori, a fine della Prima Guerra Mondiale, sotto la direzione di Luisa, contava più di 100 dipendenti.

La moda

Passiamo dai dolci alla moda. Siamo nel 1928. Luisa diede vita ad un allevamento di conigli d’angora. Nello specifico, i conigli non venivano uccisi e neanche tosati, ma semplicemente pettinati, al fine di  ricavare la lana d’angora per filati pregiati. Con questi filati venivano scialli e boleri destinati a rivoluzionare il settore dell’abbigliamento con produzioni raffinate, indossate dalle donne e dalle stelle dell’epoca. Sofia Loren, Anna Magnani, Esther Williams sono alcune tra le grandi attrici che vestirono le sue originali proposte.

L’allevamento arrivò a contare 250.000 conigli.

La vita privata

Pur essendo sposata ad Annibale Spagnoli da cui ebbe tre figli, l’uomo della sua vita fu Giovanni Buitoni.
Più giovane di lei di 14 anni
, i due vissero una lunga relazione sentimentale. Nonostante  fossero molto riservati in pubblico e non andarono mai a vivere insieme,  Luisa visse intensamente il rapporto amoroso.

E fin qui i fatti.

Cosa ne pensiamo noi

Per noi Luisa è stata una donna eccezionale perché nella sua mente le donne  e gli uomini sono sempre stati uguali. Lei non ha mai rivendicato un diritto per le donne… ha agito. Ha reso le donne parte di un processo produttivo, garantendo loro l’assistenza necessaria affinché potessero farlo.

La sua mente è sempre stata avanti, ha trattato situazioni che ancora oggi potrebbero essere spinose, nella massima naturalezza. Ha agito secondo le sue convinzioni noncurante del comune modo di pensare.

Questo lo ha fatto sia come imprenditrice che come donna. Infatti, anche nella sua vita privata si è comportata come una donna libera, libera di pensare e fare ciò che più le sembrava giusto.

E tutto ciò, senza sbandierarlo, farne una lotta, usarla come vessillo ecc.

Non per nulla i suoi figli (tutti maschi) hanno continuato a gestire l’azienda, dopo la sua prematura morte, con lo stesso stile avanguardista della madre.

Deve essere stata un grande esempio e vorremo tanto lo fosse ancora!

D di Donna, una rubrica curata da donne. Luisa Spagnoli.

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Venerdì è: D di Donna 23/02/2024

Venerdì è: D di Donna

Venerdì è: D di Donna

Venerdì è: D di Donna

Abbiamo deciso di impegnarci a scrivere un po’ anche per noi, visto che di solito lo facciamo solo per i nostri clienti.

E dopo una attenta riflessione e scontrandoci su quale potesse essere un tema sul quale scrivere, abbiamo pensato ad una pubblicazione periodica  che venisse pubblicata il venerdì.

(Abbiamo scelto il venerdì perché – da sempre – è il nostro giorno preferito, TGIF for ever ❤️)

A partire da venerdì 8 marzo, inaugureremo una rubrica dedicata a donne che, secondo noi, sono stata importanti per la nostra società.

La selezione è del tutto arbitraria, ma se ci vorrete suggerire donne di cui parlare ne saremo davvero felici.  Potete inviarci una email cliccando qui.

Voi direte, ma come vi è saltato in mente?

Vi rispondiamo subito.

Da noi in agenzia, sin dal 1990, ci sono sempre state solo donne e la “selezione” non è mai stata preconcetta, è successo e basta.

In funzione di questo abbiamo pensato che fosse venuta l’ora di dedicarci uno spazio editoriale anche se non strettamente connesso con il lavoro che facciamo.

All’8 marzo, con la prima “puntata” su Luisa Spagnoli.

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9 gennaio 2007: l'iPhone 05/01/2023

9 gennaio 2007: l’iPhone

9 gennaio 2007: l’iPhone

Questa è la data in cui Steve Jobs ha presentato il primo iPhone.

Le parole profetiche di Jobs furono: “today Apple in going to reinvent the phone“. Niente di più vero.

Ora non ci pensiamo più, ma prima dell’iPhone tutti gli smartphone avevano i tasti fisici!
gli smartphone prima di iphone

IPhone è stato il primo telefono a “tutto display”, anche se ora ci pare una cosa ovvia non lo era affatto prima del 9 gennaio del 2007.

Trova le differenze! 😎

il primo iphone

Con gli altri smartphone non si poteva ascoltare la musica, invece iPhone aveva un iPod inside!

revolutionary user interface

E poi parliamo anche dell’user interface rivoluzionaria nonchè pensata da chi aveva pensato anche l’hardware, quindi perfettamente integrata.

revolutionary user interfaces during the timeE anche le foto… sono diventate protagoniste! Chissà che cosa sarebbe Instagram se Steve non avesse pensato l’iPhone!

Oggi, questa logica, è replicata su qualsiasi tipo di telefono – sono passati 16 anni e ad oggi varie fonti affermano che ne sono stati venduti più di due miliardi di unità – ed è diventata la normalità che ha completamente cancellato dalle nostre menti cosa fosse un telefono “prima”!

9 gennaio 2007: l’iPhone

9 gennaio 2007: l'iPhone

(it) works like magic

così finiva il keynote di Steve Job ed io ancora oggi lo penso.

Iphone funziona come per magia  e, come per magia, ci ha cambiato la vita, in bene.

Inoltre, dal momento che una mela al giorno leva il medico di torno, ci ha anche curato! 😎

Grazie iPhone, grazie Steve! ❤️

Tutti le immagini sono ricavate da frame della presentazione del 9 gennaio 2007, se la vuoi vedere per intero clicca qui.

Patrizia Graziano

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9 novembre 1989 cade il muro 09/11/2021

9 novembre 1989 cade il muro

9 novembre 1989 cade il muro

9 novembre cade il muro.

Parliamo del muro di Berlino e parliamo di 32 anni fa.

Era il 1989.

32 anni fa cadeva /veniva abbattuto/ il muro di Berlino*.

L’immaginaria /neanche tanto/ linea di confine tra le zone Nato e filosovietiche, che fisicamente divideva Berlino est da Berlino ovest.

Era il 9 novembre 1989, conferenza stampa del Ministro della propaganda DDR:

“Per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (…) Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente.”

Queste furono le parole di Günter Schabowski, Membro del Politburo del Partito Socialista Unitario della Germania e Ministro della Propaganda della DDR.

A seguito di questo annuncio in tv, decine di migliaia di berlinesi dell’Est si precipitarono per strada ed, a fiumi, attraversarono il confine verso Berlino Ovest le persone li accolsero festosamente e tutti i bar vicino al Muro iniziarono a versare birra gratis.

E fu l’inizio di una nuova nuova era ❤️.

The wall, il concerto

Il 21 luglio 1990,  Roger Waters, leader dei Pink Floyd, organizzò uno spettacolare concerto per celebrare la caduta del Muro, nella cosiddetta terra di nessuno tra Berlino est e Berlino ovest.
Un’esecuzione dal vivo di The Wall, la cui colossale scenografia prevedeva, nella fase finale del concerto, il crollo di un gigantesco muro di polistirolo.

Roger Waters non era l’unico artista però, una lunghissima lista di star era presente tra cui  Bryan Adams,  Cyndi Lauper, Ute Lemper, Joni Mitchell,  Van Morrison, Sinéad O’Connor e gli Scorpions.

E così il muro cadde una seconda volta.

Berlino oggi

Per chi (come chi vi scrive) ha potuto vedere il prima ed il dopo, il senso di libertà, di unione, di grande cambiamento fa impazzire il cuore di emozioni.

Oggi Berlino è una città incredibile, viva, vitale, rutilante. È stata scenario di tante cose che del mondo occidentale ne fanno ciò che è oggi.
Se ci andate sentirete forte e chiara questa sensazione.

È un viaggio che vi consiglio.

#9Novembre
#BerlinoSoloUna
#Servizintegrati

*Muro di Berlino: sistema di recinzione in calcestruzzo armato, lungo 155 km e alto 3,6 metri, che rimase in piedi dal 1961 al 1989.

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15 luglio 2020 - non festino di Santa Rosalia 15/07/2020

15 luglio 2020 – non festino di Santa Rosalia

15 luglio 2020 – non festino di Santa Rosalia

𝟭𝟱 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟬

396° Festino di 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗼𝘀𝗮𝗹𝗶𝗮
oppure
1° non-Festino di Santa Rosalia
– fate voi –

Non farle in festino in un anno di peste, non sappiamo se sia stata una grande pensata!

Confidiamo, fiduciose, nella benevolenza di Rosuccia.

D’altra parte non possiamo, di certo, fare affidamento su chi governa – terrestramente – questa città! 😎😎😎

Girls power, Rosuccia power, we trust on you!

#15Luglio2020
#SantaRosalia

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Aperti la domenica 12/09/2018

Aperti la domenica

Perché quelli della Ceres sono dei dannati geni.

Noi li amiamo, responsabilmente, anche la domenica!

ndr fanno riferimento alla polemica sui centri commerciali aperti la domenica

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